…nell’inutile dolcezza della sera.

lunedì 27 ottobre 2008

La strada

Filed under: Senza Categoria — damonomad @ 13:52

Difficile non perdersi. Dentro, voglio dire. Le mie giornate ultimamente sono assurde: mi alzo tardi la mattina, controllo il computer per vedere se c’è un po’ di lavoro ma non ce n’è mai, così torno a letto. Non riesco mai a dormire bene, o perché mi svegliano troppo presto o perché vado a letto troppo tardi, o entrambe le cose. A volte la mattina mi masturbo nel mio letto. Mentre là fuori tutto va avanti, io sono nella mia stanza buia con la porta chiusa. Ho tanta voglia di una donna, è un anno che non faccio l’amore. Non che io desideri una relazione, o perlomeno non ne sono sicuro; vorrei avere il corpo di una donna, il suo respiro, la superficie della sua pelle, il calore tenero di un corpo nudo accanto al mio.  Ma non credo più nelle donne reali, le loro bugie, le loro promesse. Sono il nulla.

Mi sembra proprio di non avere più nulla; non ho una donna, non ho un lavoro, non ho uno scopo. E’ la fine di ottobre, le giornate sono grigie ma si può ancora stare con le finestre aperte. Io lascio passare il tempo, cerco di impegnarlo, di non buttarlo via, di non sprecarlo. E’ difficile. Se penso alla mia vita e a come sono ridotto provo un dolore fisico, una voglia di sedermi e non andare più avanti. Restare lì a fumare e basta. Sono felice quando posso andare a ubriacarmi, ecco la mia fonte principale di speranza in questo periodo: so che prima o poi potrò entrare in un bar e bere due o tre cose forti, per stordirmi, ridere, svuotare la testa. E d’altro canto che lavoro vorrei? Vorrei la fidanzata, per uscire la domenica pomeriggio in macchina, come fanno orribilmente tutti? Non voglio quelle stronzate per me, voglio osservare gli altri mentre le fanno, come cavie da laboratorio. Se scegli, muori. La tua vita finisce là dove ti senti arrivato e realizzato, “professionalmente”, “sentimentalmente”, mio dio.

Oggi inizia una nuova settimana fatta di poco o nulla. So che dovrei cercare un nuovo lavoro, ma non ho voglia di ricominciare a sbattermi. Non so nemmeno cosa mi piacerebbe fare, non vedo comunque nulla di bello nei paraggi: la cosa migliore è l’impiegato, il data entry, merda così. Forse oggi se potessi scegliere andrei a fare il guardiaparchi giù in Abruzzo; oppure mi iscriverei al Politecnico di Torino, ingegneria energetica. So cosa dovrei fare perché la mia vita trovasse un senso: dovrei iscrivermi a infermieristica qui vicino, fare tre anni  di studio su cose che non mi hanno mai appassionato, poi andare in Africa. Ma non ho il coraggio. Se io fossi solo, lo farei; ma non ho il coraggio di far soffrire mia madre, ne morirebbe. Non ho il coraggio di lasciare quello che ho qui, anche se non sono felice: qui perlomeno non sono solo. 

Dovrei andare a vivere a Milano, cercarmi un lavoro del cazzo come creativo? Vivere di aperitivi, cinema, gli orari del lavoro tutti i giorni, essere felice quando è venerdì e nauseato la domenica sera? Routine infinita e stupida, poi ti ritrovi vecchio e non hai concluso nulla, niente che valesse la pena fare. Già, ma cos’è che vale davvero la pena fare? Se non credi nella famiglia o nella nobiltà del lavoro qualunque esso sia, cosa resta? Una volta avevo dei sogni, ora di quelle apparenze non mi importa più nulla. Sarebbero state inutili come è inutile la mia vita di oggi. 

Eppure ne ho vista di miseria nel mondo. E io non sono mai contento della mia esistenza, mentre c’è chi un’esistenza proprio non ce l’ha. Bisogna fare fruttare quel poco allora, smettere col desiderio di perdersi, non buttarsi via.

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1 commento »

  1. Ciao, sono capitata per caso sul tuo blog…
    Riesco a capirti…
    Tutte le cose che esprimi: la solitudine, il vuoto, la via senza uscita.
    Tutto questo mi è familiare…
    E’ passato un po’ di tempo da quando hai scritto il tuo ultimo post.
    Spero che nel frattempo qualcosa nella tua vita sia migliorato.
    Non sò neanch’io perchè ho deciso di scrivere, è come se sentissi solidarietà nei tuoi confronti, un modo per darti e forse di ricevere anch’io un aiuto…
    Se per caso avessi bisogno di parlare rispondi pure sul mio blog…

    Commento di Anonima — mercoledì 19 novembre 2008 @ 3:47


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